Ugo Pozzati
Web Site
Articoli
Pagina 3

Uomo d'Arme Svizzero
Hericourt 13 Novembre 1474
Torna alla pagina precedente
Home Page

Cenni Storici

Le Guerre Borgognone sono situate in un periodo molto particolare della storia Europea.
La Guerra dei cent’anni era terminata da poco e si cominciava a delineare la creazione dello stato moderno francese. I mutamenti politici di quel tempo finirono inevitabilmente col riguardare altre regioni Europee, prima tra tutte la confederazione Svizzera.
Il Duca di borgogna Carlo “Il temerario”, figlio di Filippo il Buono, nell’ottica di ottenere una completa indipendenza dallo stato francese e voler ampliare il proprio territorio cerco’ di coinvolgere i grandi feudatari contro il re di Francia Luigi XI . Contestualmente cercò di espandere il ducato verso la foresta nera e l’alsazia creando malumore nei vicini cantoni svizzeri che istigati dal re di Francia vennero coinvoliti nella lotta contro “Il Temerario”. In quattro distinte battaglie tutte vinte dai confederati : Ericourt (13 Novembre 1474), Grandson (2 Marzo 1476), Morat (22 Giugno 1476) e Nancy (5 Febbraio 1476) dove il duca Carlo trovò la morte, si consumò la disfatta Borgognone. L’esercito del Duca, considerato il migliore come organizzazione e addestramento, venne annientato dalla furia dei montanari svizzeri.
La confederazione , nonostante avessero sostenuto lo sforzo maggiore durante tutto il periodo della guerra, non ricevettero che poche briciole delle ricche spoglie del ducato di borgogna, che venne invece spartito tra i suoi antichi nemici . Ingente fu il Bottino catturato nelle suddetta battaglie; nei campi Borgognoni, vere e proprie corti viaggianti , gli svizzeri catturarono centinaia di pezzi di artiglieria, vettovaglie di ogni genere, ori e argenti, tapezzerie preziosissime, e un gran numero di bandiere. Al termine delle Guerre Borgognone la potenza militare Elvetica si consolidò maggiormente e finì con influire pesantemente sulle vicende europee per buona parte del XVI secolo.

Il figurino

Il figurino che prendiamo in esame in questo articolo ,scolpito dalle abili mani di Stefano Borin per la ditta Soldiers, e’ un “uomo d’arme della Guerra delle due Rose” 1460-70, ma che si presta ad essere ambientato in numerose situazioni e in un periodo piuttosto vasto , sicuramente tra il 1450 e il 1500. Indossa una armatura completa tipica della seconda meta’ del XV sec. , come protezione per la testa sopra il camaglio porta una profonda celata con visiera fissa. Particolare interessante e’ che la celata e’ posizionabile a piacimento, cosi’ da permettere di lasciare scoperto il viso. Il pezzo, secondo la qualità che accomuna scultore e ditta produttrice e’ ben rifinito , non vi e’ alcun problema di assemblaggio e si presta ad essere dipinto con innumerevoli livree. Avendo intenzione di inserire il figurino all’interno del display da portare al Mondiale di Roma la scelta e’ caduta, neanche a dirlo, su un uomo d’arme Svizzero (in questo caso del cantone di Berna) che tiene tra le braccia due bandiere Borgognone catturate alla battaglia di Erincourt.
A differenza di Grandson e Morat sicuramente più note, Erincourt raramente viene menzionato anche se e’ da considerarsi il primo vero scontro tra l’esercito Svizzero e quello borgognone . L’importanza storica di questa battaglia e’ che il modo in cui l’alleanza Svizzera respinse i Borgognoni a “forza di picche” fu la prima indicazione di una flessibilità tattica che si andò sviluppando a Grandson . Il duca di Carlo commise l’errore di sottovalutare il significato della sconfitta e questo alla lunga gli fu fatale. Ma passiamo alla pittura premettendo che tutti i colori utilizzati sono ad olio, mentre i metallici e gli ori sono inchiostri tipografici, facilmente reperibili nei negozi di modellismo. I metalli sono stati trattati con la tecnica della lucidatura mediante spazzola metallica , successivi lavaggi con nero/marrone-nero fino a raggiungere la tonalità desiderata , lumeggiatura di tutte le parti sporgenti con colore argento con relativa profilatura e come ultimo passaggio, quanto tutto e’ perfettamente asciutto , una mano piuttosto diluita di smalto trasparente lucido Humbrol, per ridare lucentezza ai metalli. Per i tessuti ho cercato di utilizzare i colori cantonali ,la veste è stata divisa in nero e rosso con dipinta al centro della schiena una croce bianca, segno indistinguibile dei soldati svizzeri, per la “sottoveste” ho utilizzato un giallo ocra, piuttosto caldo e che a me piace particolarmente. I pantaloni sono stati dipinti con un terra di siena bruciata mescolata a un giallo di cadmio arancio così da creare un tono leggermente più chiaro. Per il fodero della spada ho optato per un blu medio mentre tutte le cinghie in cuoio sono dipinte con toni marrone chiaro e terra di siena bruciata. Per quanto riguarda la posizione della celata , solo per una questione soggettiva, ho scelto una posizione “normale”, cioè con l’elmo ben piantato sulla testa.

Le bandiere

Le bandiere che ho scelto sono tratte dal libro “ Die Burgunderbeute” ,vero testo sacro sul bottino di Borgogna, e da alcune tavole a colori tratte da altri testi relativi al suddetto bottino, che sono riuscito a recuperare dopo alcuni week-end in terra elvetica e numerose e-mail ai musei cantonali. Quella più piccola e’ divisa in bianco e rosso con due piccole croci racchiuse nella parte inferiore da un semicerchio (personalmente mi ricordano due balestre stilizzate), il testo non ci consente di sapere altro. La più grande, divisa in tre parti Azzurro, bianco, Azzurro e’ tempestata di fiammelle d’oro e porta tre croci di sant’Andrea semplici , due piccole verso la meta’e una piu grande nella parte superiore. Come materiale ho utilizzato il lamierino di rame di spessore 0,2 mm. ,l’asta è un tondino di rame di 1,5mm di diametro.
Per quanto riguarda la piccola bianco-rossa non vi sono problemi, un po’ più complessa e’ la realizzazione della seconda . Dopo aver sagomato il metallo vengono dipinte le partizioni ( Azzurro-Bianco-Azzurro), date ombre e luci e successivamente dipinte le fiammelle. Come prima fase ho utilizzato l’inchiostro tipografico oro mescolato al Brown Madder Alizarin per ottenere un color oro piuttosto scuro. Successivamente ho profilato le parti inferiori delle fiammelle e delle croci con Brown Madder Alizarin puro e le parti superiori con oro tipografico + oro ad olio Winsor & Newton. Il risultato finale e’ di avere almeno tre toni di colore dorato che danno vivacità alle fiammelle e alle croci .
Per posizionare le bandiere nelle mani del nostro uomo d’arme basta alzare leggermente la posizione delle braccia, operazione che comunque non modificare in alcun modo la postura originale del soggetto.

L’ambientazione

Alle spalle del nostro Bernese ho ricreato un muretto ricoperto in parte di arbusti e muschio, i materiali utilizzati sono : il Das per il muro , arbusti e rametti raccolti nelle scampagnate tra i boschi e muschio maturale “grattato” e incollato sul muro e sul terreno con colla vinilica. Vista la relativa “staticita’ ” del figurino mancava un elemento di movimento ed ecco l’idea di inserire un piccolo cagnolino (recuperato da un altro kit) , presenza più che plausibile essendo in un abitato e a battaglia terminata . Credo che il suo posizionamento nella scena dia vivacità all’insieme, (data anche l’espressione curiosa del cane).

Considerazioni finali

Solo due note per terminare: Come detto in precedenza il figurino è semplice da assemblare e divertente da dipingere , le livree e le situazioni possibili sono veramente moltissime. Numerosi sono i testi per documentarsi , mi permetto di inserire a termine di queste righe alcuni titoli ( il primo e’ fondamentale !!!) che ritengo veramente utili per approfondire la conoscenza di questo periodo storico. Quasi in ogni castello o museo svizzero vi sono tracce del bottino di borgogna, potete ad esempio trovare bandiere nel museo storico di Berna, Solothur e S.Gallo , cappe sacerdotali al castello di Gruyere , scudi e armatura al castello di Grandson, ad ognuno il divertimento della ricerca (sono comunque disponibile per qualsiasi informazione).
Mi permetto inoltre di segnalarvi una mostra sulle tapezzerie di Borgogna (comprese quelle catturate a Grandson) presso il museo storico di Berna e aperta fino al 29 di Settembre 2002 (spero facciate in tempo), vi assicuro che ne vale la pena.
Buon divertimento.

Il soldato medievale del XV sec. - Embleton & Howe Albertelli Editore
The medieval costume - Gerry Embleton Europa Militaria Special n° 8
The armies of medieval burgundy - Osprey Man-at-Arms n° 144
The war of two roses - Osprey Man-at-Arms n° 145
The English Knight 1400-1500 - Osprey Warrior n° 35
The swiss at wars 1300-1500 - Osprey Man-at-Arms n° 94
Die Burgunderbeute - Florens Deuchler

Note: Questo articolo è stato pubblicato sul n° 1 della rivista "TuttoSoldatini"


Torna alla Galleria Fotografica !
Torna a inizio pagina !