Ugo Pozzati
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Sir Thomas Montagu
Un cavaliere Inglese a Agincourt
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Il Modello
L’uscita sul mercato del Cavaliere Teutonico scolpito da A. Laruccia e prodotto della Soldiers di Marco Lucchetti mi ha dato lo spunto per realizzare questo cavaliere Inglese alla battaglia di Agincourt il 25 Ottobre 1415. La vittoria del piccolo e stanco esercito Inglese sulla numerosa e spavalda armata francese, decantata anche dal grande William Shakespeare nel suo Enrico V e portata sullo schermo da Laurence Olivier e da Kenneth Branagh e’ , per chi si occupa del periodo medievale, un evento molto importante e ricco di spunti per la realizzazione di figurini (vedi le serie prodotte dalle varie ditte Andrea , Pegaso e Soldiers ). Tralascio volutamente la parte prettamente storica perché occuperebbe troppo spazio rischiando comunque di essere incompleta . Preferisco rimandarvi alla consultazione dei vari testi in commercio (vedi tabella finale) . Parlando del figurino vi posso dire che la scultura e’ come sempre di altissima qualità e risulta essere completa anche nelle parti coperte dal mantello e che risultano non visibili . Questo permette ,effettuando piccole modifiche, di ottenere facilmente il risultato prefissato. Tra gli innumerevoli personaggi realizzabili la scelta e’ caduta su Sir Thomas Montagu conte di Salisbury e cavaliere dell’ordine della giarrettiera , che ho voluto rappresentare al riparo dietro la protezione di pali in attesa dell’attacco delle truppe francesi . Non c’e’ una ragione particolare per aver scelto questo cavaliere , mi piaceva questo tipo di araldica “inquartata” e avevo voglia di cimentarmi nella “ripetizione” delle figure .

Modifiche
Ho cominciato eliminando la barba lasciando solamente i baffi ,notoriamente più usati dagli Inglesi. Si passa poi a tappare con stucco i due piccoli fori che alloggiano la visiera dell’elmo e quelli posti sul camaglio che servono per il montaggio del mantello (che non veniva utilizzato dagli inglesi). Il turbante posto sull’elmo si realizza utilizzando un piccolo anello di metallo ricoperto di Milliput che viene modellato a dovere e a cui si applicano i cerchietti metallici realizzati con filo di rame di diametro adeguato. La parte più laboriosa è l’eliminazione ,mediante cutter e carta abrasiva , della croce posta sulla veste e della chiusura dell’alloggio della resta ,avendo cura di lasciare nella parte posteriore la cinghia e la fibbia che bloccano la cotta di maglia del camaglio. Le ultime fatiche sono per la realizzazione della cintura della spada e della “giarrettiera” posizionata sulla gamba sinistra . Anche questi elementi sono stati realizzati in Milliput .

La consultazione delle pubblicazioni dedicate alla battaglia e ai cavalieri Inglesi del periodo sono sufficienti per rendersi conto del semplice lavoro da effettuare .

La pittura
Tutte le parti metalliche sono state prima lucidate e successivamente “ lavate” con vari passaggi di nero alchilico . Ho lumeggiato con passaggi leggeri a dry-brush di argento Humbrol e dopo aver profilato il tutto ho dipinto le parti dorate con inchiostro da stampa di varie tonalità . Quando tutto e’ perfettamente asciutto si passa una mano molto leggera di trasparente lucido per ridare brillantezza al metallo. La veste recante l’araldica di Sir Montagu ; “arme inquartata 1 e 4 tre losanghe congiunte d’argento in fascia di rosso ,2 e 3 oro ,aquila ad ali spiegate invertite verde” e’ stata dipinta con questa sequenza :

I° veste completamente bianca II° inquartatura e pittura delle parti oro (giallo) III° disegno e pittura dei rombi rossi IV° disegno dei punti principali delle aquile e relativa pittura.

Nel caso specifico vi consiglio il libro “ Basic Heraldry“ di Friar & Ferguson Le stesse tavole a colori dei cavalieri Inglesi ad Agincourt le trovate anche su altri testi ma queste vi permettono di capire la disposizione delle luci e delle ombre sulle figure araldiche ( vi servirà anche per le prossime realizzazioni ). Le brache sono dipinte con un tono rosso scuro mentre per i cuoi sono stati utilizzati vari toni di marrone rossiccio. Ad esclusione dei metallici ( inchiostri da stampa o Humbrol ) tutti i colori utilizzati sono ad olio . Per gli altri accessori dell’armatura (cintura ,cinturone dorato,turbante,fodero della spada ecc) mi sono rifatto alle fonti bibliografiche prendendo spunto anche dalle realizzazioni di altri bravissimi “soldatinari”.

L’ambientazione
Per riprodurre la barriera di pali ho utilizzato dei tronchi ,a cui è stata fatta la punta con il cutter, recuperati da una azalea che purtroppo ha avuto la sfortuna di non passare l’inverno . Il terreno e’ composto da vinavil e terra .Una volta asciugato sono stati effettuati vari lavaggi di marrone scuro e passaggi a dry-brush con tonalità più chiare. Per riprodurre il terreno bagnato nei punti interessati ho effettuato vari passaggi di trasparente lucido fino ad ottenere l’effetto desiderato. Il nostro cavaliere ha inoltre subito una sporcatura con le stesse tonalità del terreno e schizzi di fango fin sulla veste ,vi confido che mi risulta molto difficile “sporcare” un figurino dipinto con tanta pazienza ,ma in questo caso e’ assolutamente necessario. Completano l’ambientazione le frecce piantate nel terreno ,recuperate da un’altro kit e lo scudo incastrato tra le palizzate realizzato in milliput e recante l’araldica di William de Saveuses cavaliere francese morto ad Agincourt. Il povero cavaliere durante la prima carica fu disarcionato dal proprio cavallo che si era trafitto sulle palizzate e proiettato dentro le linee nemiche ; Venne finito dagli arcieri inglesi a colpi d’ascia e martello. Per concludere voglio ricordare ,a chi avesse una predilezione per la compagine francese, che il nostro figurino porta una classica armatura del periodo e dopo le opportune modifiche può essere dipinto con le araldiche di uno dei tanti sfortunati cavalieri che persero la vita nel giorno di S.Crispino.

Bibliografia essenziale
The Armies of Agincourt Osprey Man-at-Arms n° 113 - Agincourt Osprey Campaign n° 009
Agincourt (vers. Italiana)Edizioni del Prado n° 64 - Basic Araldry Stephen Friar & John Ferguson
The Dictionary of Heraldry Joseph Foster

Note: Questo articolo è stato pubblicato anche sul notiziario distribuito dal club G.R.M. Il Ponentino


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